Una missione intrapresa cinque anni fa

Il 4 maggio del 2008 inauguravamo il primo parco avventura della Calabria. Non eravamo certi che questa scommessa sarebbe stata vinta ma eravamo sicuri che questa sarebbe stata la nostra missione.

Sono passati cinque anni da allora e molte cose sono accadute, siamo cresciuti in esperienza e visibilitA? e oggi siamo una delle attrattive turistiche piA? visitate del Sud Italia grazie anche all’affetto di tutti voi che ci avete scelto, conosciuto e apprezzato.
Cinque anni sono tanti e sono stati ricchi di gioie, dolori, delusioni, conquiste, riconoscimenti, sacrifici, successi, errori. Insomma cinque anni di vita.
Orme nel Parco A? nata dalla passione che abbiamo (e che continua ad essere sempre piA? forte) per questa regione, la Calabria, e in particolare per le sue straordinarie montagne, prima fra tutte la Sila.
Siamo convinti che una delle tragedie dell’uomo post-moderno sia quella di non riconoscersi piA? nei luoghi, ma soprattutto di non riconoscerne piA? lo spirito, il Genius Loci, che Servio Mario Onorato, grammatico e commentatore romano, cita in un commento all’Eneide. Lo spirito della Sila anima le nostre azioni da piA? di cinque anni, A? quello che ci ha spinto ad investire in questo territorio ma soprattutto a diventarne parte, senza violentarlo, senza quell’atteggiamento megalomane che caratterizza l’agire dell’uomo post-moderno che rischia di condurlo, come afferma Eugenio Turri, geografo, scrittore e viaggiatore italiano, verso l’atopia, verso un mondo senza luoghi. Abbiamo scelto invece di appartenergli, di farne parte, di diventare parte della Sila. Orme nel Parco si A? inserita, in punta di piedi, in una storia piA? grande che A? quella della localitA? che la ospita, Tirivolo, scenario di avvenimenti storici e culturali molto ben definiti, unici elementi in grado di dare un’identitA? ben precisa ai luoghi e alle persone che l’hanno attraversata.
Siamo diventati cosA? un’istituzione, i rappresentanti di un luogo fisico ma anche mentale in cui chi decide di venirci a trovare puA? ritrovarsi e riconoscersi senza sentirsi estraneo e straniero.
Orme nel Parco A? un’impresa vera, eretica, nata senza richiedere contributi pubblici a chicchessia ma mettendo insieme competenze, passioni, risorse, relazioni. Una bestemmia per una regione come la Calabria che ha fatto del vittimismo e dell’assistenzialismo la sua bandiera. Un esempio devastante che annulla tutte le scuse, le attenuanti, le giustificazioni che spesso ci raccontiamo per giustificare la nostra incapacitA? di fare o la nostra svogliatezza. Sta li a dimostrare che A? vero il contrario.
In questi cinque anni, consapevoli del fatto che l’esempio vale molto piA? di mille parole, abbiamo scelto di far sA? che la quantitA? di fatti fosse sempre inversamente proporzionale alla quantitA? di parole e abbiamo sempre risposto alle critiche, agli ostacoli e al pessimismo imperante con i risultati, i riconoscimenti, i dati di fatto.
Essere riusciti, in cinque anni, ad ospitare quasi 100.000 persone in un bosco di faggi a 30 km dal primo centro abitato e ad essere considerati una best practice in Europa, creando nuovi posti di lavoro, scegliendo una localitA? dalle condizioni meteo proibitive, priva di corrente elettrica, di copertura telefonica, di servizi, e di non violentare il territorio, dimostra e spiega qual A? la differenza che passa nella vita tra lo svolgere un’attivitA? lavorativa e l’avere una missione. Dimostra che quando l’essere e il sapere vanno di pari passo l’uomo puA? dare un senso e una direzione al proprio agire.

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