Un percorso verso la consapevolezza

POR Calabria

Nell’ambito del POR Calabria FESR – FSE 2014/2020 azione 10.1.1 mirata ad attuare interventi di sostegno agli studenti caratterizzati da particolari fragilità, la Regione Calabria ha indetto, poco prima dell’estate, un bando dal titolo: “Fare scuola fuori dalle aule” per la realizzazione di attività didattiche extracurricolari da realizzare prioritariamente sul territorio calabrese.

Tra i vincitori del bando l’Istituto Comprensivo “G. Casopero” di Cirò Marina e Torretta di Crucoli che ha consentito a cento ragazzi di trascorrere cinque giorni in Sila ideando un progetto dal titolo: “E-democracy: percorso di educazione ambientale e cittadinanza digitale” che ha inteso puntare l’attenzione sulle risorse naturalistiche presenti nel territorio della Sila Piccola da recuperare, valorizzare e rendere fruibili sia ai residenti sia ai turisti. I nostri esperti sono stati selezionati per guidare i ragazzi nel corso delle cinque giornate, dal 29 settembre al 4 ottobre, coordinandone le attività, guidandoli nelle escursioni, affiancando gli altri esperti nelle attività laboratoriali e supportando i docenti nella gestione dei gruppi.
Si è trattato di un percorso di consapevolezza che è riuscito ad andare oltre le mere attività di educazione ambientale che normalmente vengono svolte e che si concludono con la fine del progetto stesso. Il progetto, infatti, ha consentito di mettere in campo attività, laboratori, escursioni, momenti di svago e consapevolezza, al fine di rendere possibile il raggiungimento della Cascata di Murano, ubicata nel comune di Sorbo San Basile (CZ), che è diventato l’obiettivo finale del progetto, prima difficilmente raggiungibile per la pericolosità dell’ultimo tratto del sentiero, divenuto in più punti ricettacolo di rifiuti.
Le azioni che abbiamo messo in campo hanno consentito di:
– riconoscere le attrattive naturalistiche presenti lungo il sentiero che conduce alla cascata, attraverso un’attività di ricognizione nel corso della quale i ragazzi sono stati invitati ad appuntare, come dei ricercatori in erba, gli elementi caratterizzanti e significativi presenti nel percorso;
– carpirne i segreti più nascosti, attraverso l’osservazione attenta e partecipata dei fenomeni naturali e gli stimoli provenienti dagli esperti che hanno consentito loro di mettersi in ascolto dei messaggi e dei linguaggi più nascosti della natura;
– rielaborarle, nel corso di laboratori di creatività, assimilandole e rendendole intellegibili anche ai non addetti ai lavori, attraverso disegni, relazioni, riflessioni, utilizzando anche le nuove tecnologie (slide multimendiali e pubblicazioni su Instagram) per la loro promozione e diffusione;
– evidenziarle, attraverso una narrazione aggiornata e basata sulle più recenti scoperte del mondo vegetale, concretizzatasi nella progettazione e realizzazione di una cartellonistica innovativa, sia nella forma sia nei contenuti, che potrà guidare i futuri e potenziali visitatori del sentiero alla scoperta delle sue peculiarità;
– apprendere, dall’osservazione dei fenomeni naturali, lezioni di comportamento, di resilienza, di intelligenza, di adattamento, di evoluzione, di trasformazione utili non solo per la vita di tutti i giorni ma anche per il percorso evolutivo, sociale e culturale, dei ragazzi;
– riflettere sul modello di vita attuale e sviluppare una coscienza ecologica e sostenibile a livello ambientale, attraverso attività di pulizia e miglioramento della fruibilità del percorso stesso;
– vivere esperienze avventurose, in grado di attivare processi di autodeterminazione, di autocontrollo, di responsabilità, necessari nella fase di passaggio dall’adolescenza alla maturità.
Il risultato finale è un prodotto turistico fruibile per tutti, il sentiero che conduce alla cascata, anche ai potenziali visitatori e turisti, quindi qualcosa in grado di valorizzare le risorse presenti sul territorio, di lasciare un segno e di generare, per la collettività, un’occasione ulteriore di esperienza nella natura, con ricadute anche economiche. Si è trattato dell’ennesimo buon esempio diffuso sul territorio, un esempio di come i soldi pubblici si possano spendere in modo virtuoso non limitandosi al progetto stesso (come quasi sempre avviene) ma andando oltre, lasciando sul territorio qualcosa di concreto, tangibile e fruibile anche per la collettività. Orme nel Parco da tempo è impegnata nella progettazione e realizzazione di percorsi eco-esperienziali nella natura, convinta della necessità da parte dell’uomo post-moderno di riavvicinarsi agli spazi naturali e il lavoro svolto in questo progetto è un esempio tangibile di questa filosofia.
Ringraziamo tutta la squadra che ha fatto parte del progetto e che ha contribuito alla sua riuscita, a cominciare dall’esperta Elisa Girimonte che mi ha affiancato nella conduzione e gestione delle attività; i tutor, le prof.sse Assunta Ferraro, Filomena Zungri, Luigina De Marco e Marianna Punelli che hanno supportato (e sopportato) gli esperti; i dsga delle rispettive scuole Franco Carluccio e Dionisio Gentile che, in collaborazione con la prof.ssa Clelia Geremicca, hanno lavorato alla stesura del progetto; i rispettivi dirigenti Maria Brunetti e Giuseppe Barberio; lo staff della struttura ricettiva Park Hotel il Granaro nella persona di Mario Talarico (che ha messo a disposizione anche degli operai per la sistemazione del sentiero) e del Grand Hotel Parco dei Pini nella persona di Salvatore Piccoli dove i ragazzi hanno soggiornato; i ragazzi di Summer Animazione Cristina D’Urso, Salvatore Granatelli, Salvatore Cavarretta, Sebastiano Nicolosi che hanno rallegrato le serate dei ragazzi.
Un lavoro di squadra che dimostra che quando c’è collaborazione, competenza, visione ed onestà intellettuale tra i soggetti presenti su un territorio i risultati non si fanno attendere e il territorio cresce e migliora. Prossimamente la cartellonistica realizzata dai ragazzi nel corso dei laboratori verrà affissa lungo il sentiero nel corso di una giornata inaugurale, il percorso verso la consapevolezza prosegue.

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