Sila Piccola, scoperta la Rosalia Alpina

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La notizia è di grande rilievo scientifico. La scorsa estate nella Foresta Eterna, bosco secolare in località Caritello-Viperaro del comune di Magisano (CZ), è stata scoperta la presenza di Rosalia alpina (Linnaeus, 1758), una delle specie d’insetto più rare d’Europa.

Si tratta di un coleottero protetto, come specie prioritaria, dalla Comunità Europea, attraverso direttive comunitarie recepite dal governo italiano con leggi speciali.
La scoperta è stata effettuata dell’entomologo Antonio Mazzei, Ricercatore dell’Università della Calabria, che in collaborazione con i colleghi Teresa Bonacci e Carmen Gangale coordinati dal prof. Pietro Brandmayr docente ordinario di Zoologia, conducono da anni indagini entomologiche su molte specie di insetti che vivono in Sila. Nel corso del 2013, nell’ambito del progetto “Individuazione, caratterizzazione e stesura delle linee gestionali dei boschi vetusti all’interno del Parco Nazionale della Sila”, la ricerca si è concentrata nell’area della Sila Catanzarese ed in particolare nella Foresta Eterna, suggestiva foresta caratterizzata da alberi maestosi e plurisecolari di Acero e Rovere e da una ricca biodiversità di alto valore naturalistico e conservazionistico, ricadente nel perimetro del Parco Nazionale della Sila.
Rosalia alpina L., è un rarissimo coleottero cerambicide saproxilobionte “obbligato”. Dalla livrea appariscente ed elegante, inconfondibile per la colorazione di fondo azzurro cenere, con un disegno a macchie nere sul protorace e sulle elitre; antenne lunghe, azzurrognole con ciuffi di peli neri in prossimità dell’apice di ciascun segmento. Le dimensioni variano da 15 a 38 mm di lunghezza. Vive esclusivamente in piante morte o malandate, parti morte di piante sane, ceppi. Si tratta di un ottimo indicatore biologico di boschi vetusti di latifoglie in buono stato di conservazione. Per la continua riduzione e distruzione degli habitat in cui vive è divenuta una specie rara e vulnerabile, con esigue popolazioni per lo più localizzate. E’ una specie inclusa nella Direttiva Habitat, ovvero tra le specie di interesse comunitario che necessitano di una protezione rigorosa e la cui conservazione richiede la destinazione di zone speciali di conservazione ZPS.
In Calabria, la presenza della Rosalia alpina è segnalata per pochissime località (tre), concentrate tutte nel Pollino. In Sila, in un sola località nei pressi di Camigliatello Silano, un solo esemplare era stato catturato nel 1990 ma, ad oggi, dopo assidue ricerche non sono stati segnalati nuovi ritrovamenti. Per tale motivo, unica stazione della presenza certa in Sila di Rosalia alpina, rimane la località Caritello-Viperaro.
Il bosco indagato – si legge nella ricerca – è un ecosistema forestale indisturbato, dalle caratteristiche di foresta vetusta (old – growth forest), con la presenza di molti alberi plurisecolari, alberi senescenti ed abbondante necromassa (alberi morti in piedi, rami e alberi caduti a terra). La presenza di specie entomologiche saproxilobionti dall’elevato pregio naturalistico e conservazionistico come Osmoderma italica e Rosalia alpina, rendono l’area indagata un eccellente sito da considerare di importanza comunitaria.”
La scoperta è di grande rilievo scientifico e naturalistico perché conferma che la Sila, e in particolare quella Piccola, meno antropizzata e sfruttata, nell’ultimo decennio ha migliorato le sue condizioni forestali. La presenza di questi Bioindicatori (Rosalia alpina), è segno che la foresta è avviata verso un recupero ambientale del manto forestale e dei suoi naturali equilibri ecologici.
“Di questa ripresa – si legge sempre nella ricerca – ne è testimone la presenza di una serie di specie bioindicatrici di boschi vetusti, che nei primi del ‘900 erano ampiamente segnalate nel territorio silano, divenute rare nel corso degli anni 1930 – 2000. Il recente ritrovamento di insetti bioindicatori di boschi vetusti e di interesse comunitario (Mazzei et al., 2010, Mazzei et al., 2011a,b,c,d; Mazzei et al., 2012; Bonacci et al., 2012), quali Cucujus spp., Cerambyx cerdo, Osmoderma italica, rende il territorio del Parco Nazionale della Sila un’area “hot spot” di diversità genetica tra le più importanti della penisola italiana, soprattutto per quanto riguarda numerose specie di invertebrati, meritevole di salvaguardia e azioni di conservazione.”
Il progetto di ricerca “Boschi Vetusti” elaborato dall’Ente Parco Nazionale della Sila, sotto la supervisione dei responsabili scientifici, i Professori Pietro Brandmayr e Giuliano Menguzzato, coinvolge un nutrito gruppo di lavoro formato da: Carmen Gangale e Dimitar Uzunov (Flora vegetazione e habitat, elaborazione cartografica e GIS); Antonio Mazzei (Coleotteri); Marco Infusino (Lepidotteri e Odonati); Emilio Sperone (Anfibi e Rettili); Salvatore Urso (Avifauna); Gaetano Aloise (Mammiferi); Angelo Scuderi, Pasquale Marziliano (Aspetti Forestali) e Clemente Scalise (forestale libero professionista di Sersale CZ, profondo conoscitore della Sila Catanzarese, ha contribuito nella ricerca di Rosalia alpina). La linea di ricerca proseguirà, anche per il 2014, al fine di incrementare le conoscenze ecologiche (faunistiche e forestali).
La Rosalia alpina, oggi, è una delle specie divenute più rare in Europa, la sua presenza nel nostro territorio conferma ancora una volta, dopo la scoperta dell’aria più pura, che l’ecosistema della Sila Piccola è uno scrigno di biodiversità che conserva al suo interno caratteristiche di purezza che lo rendono un patrimonio unico da difendere e valorizzare. La Rosalia Alpina è viva e combatte con noi perché ciò avvenga.

 

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